Mese: marzo 2013

Il potere delle citazioni

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fumettoUltimamente i social network sono diventati il regno incontrastato delle citazioni! Basta aprire l’home page di Facebook per vedere che qualche contatto ha pubblicato un post con una frase di qualche personaggio famoso la cui veridicità è spesso assolutamente dubbia! Credo che molti ragazzini con poche conoscenze storiche possano davvero essere fuorviati ed attribuire falsi pensieri a personaggi storici.

Questo è un problema molto serio, le citazioni sono utili, spesso affascinanti ma se vengono tolte dal loro contesto specifico e associate alle persone sbagliate costituiscono un terribile errore storico. Sono rimasto letteralmente senza parole quando ho saputo che in Germania molti studenti hanno definito Hitler un protettore dei diritti umani, come si può leggere in questo articolo! Internet sta diventando sempre di più il terreno del “qualunquismo”, dell’anarchia. Il falso sapere rischia di diventare sapere vero perché fuori da ogni controllo e a disposizione di menti ancora molto acerbe, menti che non sanno discernere il vero dal falso.

Riconosco il fascino delle citazioni, esse rendono il pensiero dell’autore ancora più universale. Ma non bisogna mai dimenticare di verificare l’origine dei vari aforismi che ci legano agli uomini del passato  e del presente. A proposito, concludo con una citazione recentemente “scoperta”: “Che cos’è la storia? Un’eco del passato nell’avvenire. Un riflesso dell’avvenire sul passato  (Victor Hugo, L’uomo che ride, Garzanti 2011, p. 505).

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L’uomo: creatura tra il tutto e il nulla

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PascalIl nome di questo blog riprende, come molti possono aver certo notato, il titolo dell’opera più famosa di Pascal, i cosiddetti “Pensieri” (ricordiamo che nella prospettiva del filosofo l’opera avrebbe dovuto avere come titolo “Apologia del cristianesimo”…). Che cosa sono i libri di filosofia se non “pensieri”, elaborazioni mentali strutturate su diverse tematiche, dalla logica alla teologia, dal diritto alla gnoseologia e così via?

Tra le più interessanti trattazioni filosofiche credo debbano annoverarsi quelle che riguardano l’uomo e il suo ruolo nell’universo, argomento che riguarda effettivamente ogni creatura umana, anche quella apparentemente più disinteressata. Non credo abbia molto senso vivere l’esistenza senza porsi le fatidiche domande sul perché della nostra presenza nella natura, sul nostro destino ultimo, sull’esistenza dell’anima, sull’aldilà…..essere uomini DEVE portare ad interrogarsi su queste questioni e ognuno di noi ha il compito di formulare delle risposte, pur avendo forse la certezza di non poter arrivare ad una soluzione univoca ad ogni problema.

Credo che una delle più riuscite immagini che descrivono al meglio la condizione dell’uomo nel mondo sia fornita proprio da Pascal, il quale si chiede: “Che cos’è l’uomo nella natura? Un nulla in confronto con l’infinito, un tutto in confronto al nulla, qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto“. E’ un’immagine estremamente efficace, quella che ci descrive come creature “mediane”, forme di vita destinate, per loro stessa natura, alla conoscenza ma anche incapaci di conoscere tutto. Esistenze incomparabilmente più grandi e complesse di una formica ma più piccole del più piccolo acaro in confronto alla totalità dell’universo!

Un universo che sempre da Pascal è descritto come una “sfera infinita il cui centro è ovunque, la circonferenza in nessun luogo“, metafora di sapore panteistico che ricorda da molto vicino Giordano Bruno e la sua filosofia.

Come porsi davanti a queste considerazioni se non con il massimo interesse? Possiamo fare a meno di confrontarci con esse? Ovviamente sì, possiamo scegliere di far finta che le domande non nascano spontaneamente dentro di noi, lasciar perdere e vivere la nostra quotidianità come se nulla fosse, come  gli “oggetti tra oggetti” di heideggeriana memoria. Oppure possiamo scegliere di assumerci la responsabilità di essere veramente uomini e cercare di dare il nostro contributo alla ricerca delle soluzioni alle grandi questioni della vita…ognuno di noi nasconde una scintilla di Sapere, sta a noi portarla alla luce!

Pensieri e azioni

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Auguste Rodin – Il Pensatore
Da un po’ di tempo un’idea mi frulla per la testa…siamo padroni dei nostri pensieri? Le immagini che si formano dentro la nostra coscienza sono pienamente sotto il nostro controllo o, in qualche modo, siamo costretti a subire le varie scene che il nostro cervello via via elabora? La mia risposta è NO! I pensieri fluiscono dentro di noi in modo incessante e portano alla coscienza immagini che sfuggono al nostro controllo; a volte sembra quasi di essere impotenti alla forza di certi pensieri che si attestano con prepotenza e permangono anche lungamente nella coscienza.

Perchè farsi una domanda del genere? Tematica fortemente esistenzialista che mi riporta ad Heidegger e alle sue considerazioni sull’esistenza. Il celebre filosofo tedesco affermava che ogni uomo è “gettato” nell’esistenza senza volerlo; ognuno di noi si ritrova a vivere in una dimensione temporale senza averlo scelto, deciso, e senza nemmeno aver contribuito in alcun modo a realizzarla.

A mio avviso anche molti pensieri hanno il carattere della “gettatezza”, nel senso che nascono senza una pre-decisione del soggetto pensante. Ovviamente non mi riferisco ai pensieri decisionali, quelli che portano poi ad azioni messe in atto con piena consapevolezza.

Ci sono pensieri che rimangono tali e altri che partecipano alla realizzazione di fatti, di azioni. Sostengo, però, una tesi…credo che a volte ci possa essere un grande iato tra i pensieri e le azioni. Dei pensieri non possiamo essere completamente padroni, delle azioni sì. Sono le azioni che mettiamo in atto nel mondo che devono essere valutate moralmente, più che i pensieri che per loro natura sfuggono ad un controllo razionale.

Le azioni sono il nostro “biglietto da visita” nel mondo, testimoniano la nostra condotta; quando agiamo dobbiamo sempre aver presente questo particolare, non esiste azione che non abbia ripercussione negli altri. Siamo individui collegati tra di loro come in una grande rete dove ognuno  rappresenta un ben definito punto. Nessuno è slegato rispetto al tutto. I pensieri possono anche essere negativi. Non dobbiamo permettere che lo siano anche le nostre azioni.

 

Il ricordo degli odori….

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olfatto%202In un precedente post ho parlato del tema della memoria e oggi, a distanza di poco tempo, torno a scrivere qualcosa sui ricordi, in particolare a quelli legati agli odori. Nel campo della memoria gli odori hanno un ruolo di primaria importanza, da sempre mi ricoleggano a eventi del mio passato, spesso molto molto vecchi. Stamattina a lavoro, nell’aula della biblioteca della scuola ho respirato, per l’ennesima volta, quello che nella mia memoria è classificato come “odore di scuola”, un profumo particolare che ho sempre avvertito solo nelle aule delle scuole, spesso nelle biblioteche. E’ quello stesso odore che si sente nelle aule vuote, magari d’estate, quando gli alunni non sono  a scuola e ci sono le riunioni collegiali. E’ un odore che, in fondo, amo e che fa parte della mia vita, da quando, all’età di sei anni ho varcato per la prima volta la soglia della scuola senza esserne, in fin dei conti, mai uscito!

Molteplici possono essere i ricordi legati agli odori, piacevoli ed estremamente sgradevoli! Capita di passare vicino ad una ragazza e sentirne il profumo, lo stesso usato da una ragazza amata e la memoria “salta” letteralmente indietro nel tempo e rivive, nel giro di pochissimi attimi, vicende positive (non solo!). Capita di avvertire puzze inenarrabili e analogamente si torna indietro nel tempo, dentro fatti legati a quei miasmi.

In effetti la memoria è così prodigiosa da permettere di sentire un profumo anche in assenza di odori di qualsiasi genere! Anche adesso, in questo istante, posso concentrare la mia memoria in modo tale da avvertire, seppur in modo meno intenso, odori a cui sono legato. Il cervello umano è capace davvero di far provare esperienze straordinarie…..

Genova Piazza Principe: la stazione dimenticata (nel degrado), la stazione della vergogna!

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SAMSUNGOggi ho voglia di scrivere un “post denuncia” per rendere nota al pubblico della rete la situazione di grande degrado in cui versa la stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe. Una stazione dei treni è un po’ un biglietto da visita per i molti (!) turisti che arrivano in città e Genova, praticamente ormai “Città metropolitana” (!!!) è dotata di due stazioni principali, quella di Principe, appunto, e quella di Brignole (la vecchia stazione “orientale”). Ora, come già qualcuno saprà io faccio il pendolare da ormai 7 anni nella tratta Ge-Principe-Chiavari, un bel viaggetto, a volte, credetemi, perfino rilassante….

Da ormai circa 3 anni la stazione principe è ridotta ad un orrendo cantiere con labirintiche strade per poter giungere ai binari, rumenta (spazzatura in genovese) letteralmente ovunque e misteriose strade non percorribili. L’atrio principale è chiuso, i poveri negozianti sono stati spostati in uno spiazzo dove hanno ricreato la loro attività all’interno di una specie di container….

Ora, io non ho nulla in contrario a ristrutturazioni per rendere più agevole e accogliente una stazione, ci mancherebbe…ma quello che ormai letteralmente mi sconvolge è la TOTALE IMMOBILITA’ dei lavori!!! Davvero!!! Un esempio: 2-3 anni fa hanno tolto una scala mobile…l’hanno mai rimessa?!? Ci vorrà un genio per poterla rimettere??? Credo di no! Ecco un’immagine della scala mobile adesso:

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Scostando il telo del “lavori in corso” ecco come appare, ormai da anni, la scala mobile….in effetti adesso c’è del legno, prima nemmeno quello….

Vi starete chiedendo…ci saranno degli operai al lavoro…vi giuro di NO!!!! Nemmeno l’ombra, è rarissimo! Ma andiamo avanti.

La stazione si è dotata, mi sembra dagli anni ’90, di due binari sotterranei (ovviamente non collegati direttamente alla stazione della metropolitana…) ma ormai inspiegabilmente il binario 2 è chiuso, inaccessibile, NO ENTRY please!!! Perchè? Stamattina ho fotografato questo interessante cartello:

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Dal 13 settembre 2010 la circolazione è interrotta….dal 2010, dal 2010……

Perchè è interrotta? Che cosa è successo al binario 2?!? Riaprite il binario 2, di grazia, che la circolazione dei treni in stazione fa anguscia (schifo in genovese)…..ecco come si presenta l’accesso al binario 2:

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L’inaccessibile binario 2…..però in compenso ci sono le nuove timbratrici e i “gondoni della spazzatura”!!!!!

Quello che mi chiedo ancora è perchè? E’ mai possibile che dei lavori di ripristino/manutenzione o quello che è durino in eterno?!? E poi ci prendono ancora in giro dicendoci che la stazione è una “Grande stazione”!!! Ecco:

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Aperta per i “Non lavori”!!!!

Sia ben chiaro, non ho fotografato altre “perle”…i cavi della luce lasciati a vista, le baracche dei poveri senzatetto, strazianti durante i mesi invernali, la spazzatura nei binari…degrado, degrado più assoluto. Ora mi chiedo…probabilmente i nostri politici non prendono il treno, il nostro sindaco, che ha tutta la mia approvazione nel voler impedire di aprire dei casinò a Genova, non mette mai il piede sul predellino dei portentosi mezzi di Trenitalia…ma noi genovesi perchè ci facciamo trattare in questo modo? A che pro? Io sono veramente stanco anche perchè ogni volta che cerco di far capire alla gente lo sfascio a cui stiamo andando incontro mi ritrovo addirittura a passare dalla parte del torto…evidentemente il buon Eraclito aveva diviso rettamente la popolazione in due parti…..