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My blog around the world

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I Paesi dove è stato aperto, almeno una volta, il mio blog
I Paesi dove è stato aperto, almeno una volta, il mio blog

Pubblico oggi la mappa tratta dalle statistiche del mio blog, dove si vedono i Paesi dai quali è stato effettuato almeno un accesso ai miei post.

Visti i pochi articoli postati dall’apertura di questo spazio mi sento molto contento di essere arrivato in tutti i continenti del pianeta! A mio parere è una cosa ancora abbastanza magica…i poteri della rete e le sue possibilità di comunicazione sono davvero quasi infinite.

Superata la soglia delle 4000 views, che so essere comunque pochine, mi aspetto di raggiungere, nel prossimo futuro, altri Paesi!

 

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Superate le 1000 visualizzazioni!!!

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Logo-WordPressChe dire! Ho cominciato a scrivere questo blog solamente nel mese di gennaio e oggi ho superato le 1000 visualizzazioni! Non credo sia un enorme numero ma per me rappresenta un ottimo risultato, un piccolo traguardo che mi spinge a fare un piccolo consuntivo di questa mia breve, ad oggi, esperienza di blogger!

Scrivere queste pagine è stato per me molto rilassante; ho potuto condividere con la rete alcune sensazioni, idee, riflessioni e spesso ho avuto interessanti feedback da parte di altri blogger che si sono sempre rivelati molto costruttivi. Forse l’aspetto più bello di questi mesi è stato quello di aver conosciuto blog davvero interessanti, dove  a scrivere sono persone molto competenti che riescono a far conoscere aspetti del reale spesso misconosciuti.

Il blog è stato visualizzato, ad oggi, in vari Paesi del mondo, mi piace elencarli qui di seguito, in ordine di visualizzazioni: Italia, Spagna, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Portogallo, Germania, Armenia, Pakistan, Canada, Croazia, Irlanda, Filippine, Capo verde, San Marino, Finlandia, Regno Unito, Lussemburgo, Paesi Bassi, Singapore, Libano, Svezia e Romania. E’ molto bello pensare che grazie alla rete le mie parole sono arrivate così lontano nel mondo….

Spero di dare sempre più continuità a questo blog, aprendo anche rubriche un po’ più specifiche. Ad oggi, infatti, alterno argomenti di filosofia ad altri di storia, a riflessioni personali sull’esistenza a recenzioni e consigli di viaggio. Del resto non ho mai voluto dare un aspetto troppo omogeneo al tutto, non corrisponderebbe alla mia personalità.

Un saluto a tutti i blogger e ai follower, con l’augurio di aumentare sempre più i miei interlocutori!

Il potere delle citazioni

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fumettoUltimamente i social network sono diventati il regno incontrastato delle citazioni! Basta aprire l’home page di Facebook per vedere che qualche contatto ha pubblicato un post con una frase di qualche personaggio famoso la cui veridicità è spesso assolutamente dubbia! Credo che molti ragazzini con poche conoscenze storiche possano davvero essere fuorviati ed attribuire falsi pensieri a personaggi storici.

Questo è un problema molto serio, le citazioni sono utili, spesso affascinanti ma se vengono tolte dal loro contesto specifico e associate alle persone sbagliate costituiscono un terribile errore storico. Sono rimasto letteralmente senza parole quando ho saputo che in Germania molti studenti hanno definito Hitler un protettore dei diritti umani, come si può leggere in questo articolo! Internet sta diventando sempre di più il terreno del “qualunquismo”, dell’anarchia. Il falso sapere rischia di diventare sapere vero perché fuori da ogni controllo e a disposizione di menti ancora molto acerbe, menti che non sanno discernere il vero dal falso.

Riconosco il fascino delle citazioni, esse rendono il pensiero dell’autore ancora più universale. Ma non bisogna mai dimenticare di verificare l’origine dei vari aforismi che ci legano agli uomini del passato  e del presente. A proposito, concludo con una citazione recentemente “scoperta”: “Che cos’è la storia? Un’eco del passato nell’avvenire. Un riflesso dell’avvenire sul passato  (Victor Hugo, L’uomo che ride, Garzanti 2011, p. 505).

Su Instagram ed altri social network…

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untitledLa rete è ormai dominata da innumerevoli social network ma per una volta non voglio parlare male di questa recente e sempre più sviluppata modalità di trasmissione e di comunicazione tra le persone. Parlo da utente di alcuni tra i più famosi s.n. (d’ora in avanti utilizzerò questa abbreviazione) come Facebook, Anobii, Twitter, Flickr, Instagram e, da pochissimo, anche ideatore di questo blog. Ho cominciato ad utilizzare Facebook circa 5 anni fa per cercare un amico, l’ho ritrovato, ne ho ritrovati molti ma con pochissimi dei miei contatti ho seri rapporti di amicizia, tanto che per molti di loro ho “settato” le impostazioni per non vedere nemmeno i loro aggiornamenti sulla mia bacheca (dopo aver letto questa mia affermazione, forse, qualcuno mi toglierà l’amicizia…quale disperazione!); ho constatato che molti dei contatti avevano solo la voglia di curiosare sulla mia vita per poi non considerarti più, una volta soddisfatte le curiosità. Resta il fatto che Facebook mi piace, lo utilizzo per mettere opinioni e condividerle con gli amici ai quali i miei pensieri, spero, possano piacere! Inoltre ritengo possa essere anche un mezzo di informazione importante, basta fare una buona scelta tra le molte pagine spazzatura. Molto piacevole è anche tenere contatto con i miei studenti che spesso diventano miei contatti sul network se non veri e propri amici dopo aver finito l’esame di maturità, grande privilegio del mio lavoro di insegnante! Quindi lati positivi tutto sommato, non mi va di calcare troppo la mano su quelli negativi come spesso si fa.

Ma il titolo del post mette Instagram al primo posto…ancora un attimo di pazienza 😉

Devo dire che quasi tutti i network godono di una lora specifica “personalità”; Anobii  serve soprattutto a me, per comprendere quali e quanti libri ho, per metterli assieme attraverso etichette virtuali e poi, perchè no, per scrivere, raramente, qualche recensione di libri letti (ma anche per venire a conoscenza di libri interessanti in mano ad altri utenti); Twitter lo utilizzo da troppo poco tempo per capire se veramente possa andarmi a genio…ma non mi dispiace leggere dei messaggi da parte di alcuni contatti. Flickr è un bel programma per condividere poco ma ultimamente lo utilizzo molto poco.

La grande scoperta di questi giorni, a mio avviso, è proprio Instagram! Avevo scaricato l’applicazione più o meno all’inizio dell’anno scorso, qualche scatto ma niente di più…E’ solo da pochi giorni che ho scoperto che, attraverso gli hashtag (!!!!) il programma apre un vero e proprio mondo di condivisione di foto molto particolari! In realtà quello che mi colpisce molto è l’immediatezza di certi commenti o semplici “mi piace” che compaiono sulle foto una volta condivise, nemmeno il tempo di averle caricate, quasi, che già sono state viste da chissà quante persone. QUesta cosa mi lascia davvero senza parole…pensare a quante persone, ogni istante, sono davanti a quel programma, così come a tutti gli altri mi fa pensare, mi fa chiedere il perchè di questo attaccamento ai network, un attaccamento che diventa, nella società, sempre più forte. Per dir la verità provo un certo piacere a vedere che una foto che ho scattato sia piaciuta a tante persone, individui che non conosco e che probabilmente non conoscerò mai. Manie di protagonismo? Forse, non lo nascondo, credo che in parte ogni utente dei network ne abbia un po’. Però è anche vero che è un interessantissimo modo di conoscere gli altri, la società; una foto racchiude un po’ il nostro punto di vista sul mondo e condividere questo punto di vista non è una brutta cosa. Certo, non deve mancare il contatto vero con le persone “reali”, ossia in carne ed ossa ma questo è quasi superfluo da ricordare. Credo che se utilizzati con la giusta moderazione i s. n. possano aiutare, in fondo, a rendere la famiglia degli uomini una realtà sempre più concreta a livello universale. Uscire dal solipsismo non è necessariamente un male!