Pensieri e azioni

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Auguste Rodin – Il Pensatore
Da un po’ di tempo un’idea mi frulla per la testa…siamo padroni dei nostri pensieri? Le immagini che si formano dentro la nostra coscienza sono pienamente sotto il nostro controllo o, in qualche modo, siamo costretti a subire le varie scene che il nostro cervello via via elabora? La mia risposta è NO! I pensieri fluiscono dentro di noi in modo incessante e portano alla coscienza immagini che sfuggono al nostro controllo; a volte sembra quasi di essere impotenti alla forza di certi pensieri che si attestano con prepotenza e permangono anche lungamente nella coscienza.

Perchè farsi una domanda del genere? Tematica fortemente esistenzialista che mi riporta ad Heidegger e alle sue considerazioni sull’esistenza. Il celebre filosofo tedesco affermava che ogni uomo è “gettato” nell’esistenza senza volerlo; ognuno di noi si ritrova a vivere in una dimensione temporale senza averlo scelto, deciso, e senza nemmeno aver contribuito in alcun modo a realizzarla.

A mio avviso anche molti pensieri hanno il carattere della “gettatezza”, nel senso che nascono senza una pre-decisione del soggetto pensante. Ovviamente non mi riferisco ai pensieri decisionali, quelli che portano poi ad azioni messe in atto con piena consapevolezza.

Ci sono pensieri che rimangono tali e altri che partecipano alla realizzazione di fatti, di azioni. Sostengo, però, una tesi…credo che a volte ci possa essere un grande iato tra i pensieri e le azioni. Dei pensieri non possiamo essere completamente padroni, delle azioni sì. Sono le azioni che mettiamo in atto nel mondo che devono essere valutate moralmente, più che i pensieri che per loro natura sfuggono ad un controllo razionale.

Le azioni sono il nostro “biglietto da visita” nel mondo, testimoniano la nostra condotta; quando agiamo dobbiamo sempre aver presente questo particolare, non esiste azione che non abbia ripercussione negli altri. Siamo individui collegati tra di loro come in una grande rete dove ognuno  rappresenta un ben definito punto. Nessuno è slegato rispetto al tutto. I pensieri possono anche essere negativi. Non dobbiamo permettere che lo siano anche le nostre azioni.

 

7 pensieri riguardo “Pensieri e azioni

    claudio ha detto:
    7 marzo 2013 alle 19:05

    ciò ricorda la differenza che Kant fa tra ragion pura e ragion pratica: la seconda che guida le azioni secondo la morale, mentre la prima presidia la conoscenza, ma in quello che dici c’è qualcosa di più, forse l’intervento freudiano del subconscio nella vita di tutti i giorni?

      gianginne ha risposto:
      7 marzo 2013 alle 19:46

      Sì Claudio, quello che intendo è che i pensieri spesso si presentano un po’ come i contenuti onirici, nessuno li ha “invitati” ma essi si presentano, giustissimo quindi il tuo rimando a Freud!😉

    mouni7 ha detto:
    7 marzo 2013 alle 20:47

    Ciao Gian,
    La mia ultima tendenza è quella di dialogare con suddetti pensieri, che penetrano a spada tratta senza invito nè chiamata.
    Li guardo, li osservo, ascolto cos’hanno da dire e poi direziono la spinta verso quale uscita (o entrata, non sono poi tutti brutti) terminare il loro cammino..
    Cosa mi dici del corpo, come strumento di diagnosi?
    Hai riflessioni in merito?
    ciao,
    Stefano

      gianginne ha risposto:
      7 marzo 2013 alle 22:17

      Ciao Stefano, la soluzione giusta è probabilmente quella che hai scelto tu! Del resto dialogare con se stessi rappresenta la chiave di interpretazione del precetto delfico, “conosci te stesso”. Per quanto riguarda il corpo come strumento di diagnosi potrei scrivere in futuro un nuovo post! Grazie per l’attenzione,
      ciao,
      Gianluca

        Mouni ha detto:
        7 marzo 2013 alle 22:19

        Ciao Gianluca,
        Ho trovato anche io uno spunto nelle tue parole, grazie😉
        A presto
        Stefano

    il filosofo dilettante ha detto:
    8 marzo 2013 alle 01:33

    Secondo te i pensieri sono quindi considerabili alla stregua degli oggetti del mondo esterno? Dotati di altrettanta realtà e autonomia?
    Soprattutto, se non ci piacciono, possiamo accantonarli o dobbiamo comunque fare i conti con questi compagni di viaggio indesiderati che ci si sono presentati?

      gianginne ha risposto:
      8 marzo 2013 alle 06:11

      Ciao! Non so se i pensieri abbiano proprio la stessa autonomia degli oggetti esterni, almeno non tutti! Non possono essere assolutamente accantonati come se non esistessero ma possono essere “annullati” dalla volontà impedendo loro di realizzarsi in azioni! Grazie per l’attenzione!😉

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