profumo

Le contraddizioni della scuola italiana e la creazione del precariato

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Scuola1 Da quando sono entrato nel mondo della scuola dall’altra parte della “barricata”, quella dei professori, mi sono potuto rendere conto di come il lavoro dell’insegnante sia duro ma anche estremamente coinvolgente, tanto da ritenerlo uno dei lavori più belli possibili.

Ma la scuola italiana, purtroppo, è malata, malata di un cancro che sembra inestinguibile, quello rappresentato dai vari ministri dell’istruzione che si sono succeduti negli anni. In circa 10 anni di lavoro ho assistito a slogan politici di tutti i tipi, nati anche da avverse forze politiche ma che nella sostanza non hanno mai cambiato nulla, se non peggiorato lo stato delle cose.

Abilitato dopo 2 anni di corso SSIS, entrato nelle famigerate GAE, le “graduatorie ad esaurimento” noto oggi come la gran parte di quegli stessi prof. presenti in graduatoria debba ogni anno sperare in una supplenza che, con ogni probabilità, non arriverà mai.

Ma invece di ridurre gli sprechi, aumentare i posti di lavoro, ridurre le classi pollaio, è stata creata tutta una teoria infinita di nuovi precari, attraverso  il TFA, “tirocinio formativo attivo”, il “concorsone” dell’anno scorso, gli scandalosi PAS, e, adesso nuovi TFA e nuovo concorsone.

Nella parole del neo ministro Giannini si vogliono assumere GIOVANI attraverso nuovi concorsi. A parte il fatto molto semplice che a minore età non corrisponde, de facto, una maggiore preparazione, forse il ministro si è dimenticato che le GAE sono PIENE di giovani, come me, che ho 34 anni. O forse 34 anni, per la Giannini, sono ormai troppi per entrare a lavorare con una certa continuità nel mondo della scuola?

Invece che adottare slogan populistici e pseudo regalie da 80 euro con i quali, a detta dei nostri parlamentari, dovremmo poter mangiare per ben 2 settimane, si proceda, se si vuole migliorare la scuola, con una massiccia dose di assunzioni di personale, riducendo, al contempo, il numero di alunni presenti nelle classi. Solo così si renderà progressiva giustizia a quegli italiani che hanno dato tutto per la scuola e si potrà mettere in atto una didattica veramente funzionale per i discenti, il futuro dell’Italia.

Il ricordo degli odori….

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olfatto%202In un precedente post ho parlato del tema della memoria e oggi, a distanza di poco tempo, torno a scrivere qualcosa sui ricordi, in particolare a quelli legati agli odori. Nel campo della memoria gli odori hanno un ruolo di primaria importanza, da sempre mi ricoleggano a eventi del mio passato, spesso molto molto vecchi. Stamattina a lavoro, nell’aula della biblioteca della scuola ho respirato, per l’ennesima volta, quello che nella mia memoria è classificato come “odore di scuola”, un profumo particolare che ho sempre avvertito solo nelle aule delle scuole, spesso nelle biblioteche. E’ quello stesso odore che si sente nelle aule vuote, magari d’estate, quando gli alunni non sono  a scuola e ci sono le riunioni collegiali. E’ un odore che, in fondo, amo e che fa parte della mia vita, da quando, all’età di sei anni ho varcato per la prima volta la soglia della scuola senza esserne, in fin dei conti, mai uscito!

Molteplici possono essere i ricordi legati agli odori, piacevoli ed estremamente sgradevoli! Capita di passare vicino ad una ragazza e sentirne il profumo, lo stesso usato da una ragazza amata e la memoria “salta” letteralmente indietro nel tempo e rivive, nel giro di pochissimi attimi, vicende positive (non solo!). Capita di avvertire puzze inenarrabili e analogamente si torna indietro nel tempo, dentro fatti legati a quei miasmi.

In effetti la memoria è così prodigiosa da permettere di sentire un profumo anche in assenza di odori di qualsiasi genere! Anche adesso, in questo istante, posso concentrare la mia memoria in modo tale da avvertire, seppur in modo meno intenso, odori a cui sono legato. Il cervello umano è capace davvero di far provare esperienze straordinarie…..