Psicologia

Noi e loro….Us and them, Pink Floyd masterpiece

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La storia della musica è disseminata da canzoni bellissime. Ma per quanto mi sforzi di cercare non riesco a trovare una sintesi così perfetta tra musica e parole come quella presente nelle musiche dei Pink Floyd. O, forse, l’ascolto ormai più che ventennale delle loro canzoni si è ormai imposto nella mia psiche in modo indelebile facendo impallidire qualsiasi altro brano.

Tra i vari capolavori floydiani spicca “Us and them”, dal pluripremiato disco “The dark side of the moon”; credo che in ogni abitazione dovrebbe trovarsi una copia di questo disco; in effetti, quando entro in casa di qualcuno, sono portato a sbirciare tra i libri e i cd presenti negli scaffali….mi dicono molto sulla personalità e sul modo di pensare del loro proprietario…e trovare i Pink mi rende sempre molto soddisfatto.

Us & Them, capolavoro assoluto nato dalla perfetta sintesi dei testi di Roger Waters e dalla musica di quel genio che è stato Richard Wright. Note dolcissime intervallate da lampi di violenza inaudita….il tutto accompagnato da un testo che ci fa capire come ogni essere umano sia uguale all’altro e come inutilmente combatta inesorabilmente una battaglia segnata dal nonsenso, giorno dopo giorno, in un percorso ciclico di schopenhaueriana memoria.

Come riuscire a non amare questa musica?!?

TESTO:

Us and them

and after all we’re only ordinary men
me and you
God only knows it’s not what we would choose to do
forward he cried from the rear
and the front rank died
and the General sat, and the lines on the map
moved from side to side

Black and blue
and who knows which is which and who is who
up and down
and in the end it’s only round and round and round
haven’t you heard it’s a battle of words
the poster bearer cried
listen, son, said the man with the gun
there’s room for you inside

Down and out
it can’t be helped but there’s a lot of it about
with, without
and who’ll deny it’s what the fighting’s all about
out of the way, it’s a busy day
I’ve got things on my mind
for want of the price of tea and a slice
the old man died

 

 

Il Buddhismo e il dolore

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Scatto effettuato nelle grotte di Dambulla, in Sri Lanka

“Questa è la verità del dolore: la nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, essere uniti a chi non si ama è dolore, essere separati da chi si ama è dolore, non ottenere ciò che si desidera è dolore.

Questa è la verità dell’origine del dolore: è la sete di rinascere, unita a gioia e desiderio, sete di piacere, sete del divenire, sete dell’effimero.

Questa è la verità del superamento del dolore:  il superamento di questa sete mediante la distruzione incessante del desiderio, l’abbandono del desiderio, l’estraniarsi da esso, il liberarsi da esso, il non fare a esso alcun posto.

Questa è la verità della via che porta al superamento del dolore: è il Nobile Sentiero Ottuplice che si denomina fede retta, decisione retta, parola retta, azione retta, vita retta, morte retta, pensiero retto, concentrazione retta”

Cit. da K. Jaspers, “Le personalità decisive: Socrate, Buddha, Confucio, Gesù”.

Ho finito “Guerra e pace”….

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warpeaceDevo essere sincero, affrontare le ultime pagine di questo immenso racconto non è stato facile…troppe ripetizioni, troppe lungaggini…teorie storiche molto filosofiche e la trama, la vita dei protagonisti, che viene messa in secondo piano e poi dimenticata. Alti e bassi si susseguono in questa lunga storia dai contorni epici…e alla fine la riflessione sulla Storia: siamo liberi o necessitati a compiere determinate azioni? Lungo le quasi 2000 pagine del libro si capisce che l’autore parteggia più per la seconda teoria, negando la libertà personale argomentando il tutto con discorsi più o meno convincenti. Un finale non degno di un siffatto libro, che inoltre si scontra con la mia personale visione della storia. Tuttavia esco un po’ “svuotato” da questa lettura che mi ha accompagnato lungo tutto l’arco dell’estate…a malapena ricordo fatti avvenuti nel primo volume che compone l’opera, rammentando gli avvenimenti come si può rammentare un sogno…Sono convinto inoltre che la descrizione della campagna di Russia di Napoleone si ripresenterà sicuramente sotto forma di lezione ai miei malcapitati studenti…resta un dubbio, alla fine; ho letto un resoconto storico del tutto veritiero? Una cronaca? O Tolstoj è riuscito a far passare sue invenzioni personali come fatti realmente accaduti? Probabilmente entrambe le questioni…come in ogni romanzo storico che si rispetti.

L’amore e l’eternità

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L’amore, a detta di molti, è il sentimento  che regge il mondo, il motore propulsore dell’intero universo. È attraverso l’amore che nascono una famiglia, un’amicizia; sempre attraverso l’amore nasce la conoscenza, poiché senza una vera passione ogni sapere diventa solo fine a sé stesso, semplice erudizione.

Già Empedocle aveva detto che nell’universo agiscono due forze separate, Amore e Odio e che solo sotto il periodo di dominio del primo il mondo riesce a reggersi attraverso l’unione degl elementi che lo compongono.

Ma a mio avviso il vero amore è un sentimento che trascende la temporalità e abbraccia l’eternità. Esso è come la musica, come essa si serve di mezzi fisici  per nascere ma questi  sono solo un veicolo per poter squarciare il velo  del tempo ed unirsi a ciò che sempre è.

Se amiamo solo ciò che è corruttibile, siamo condannati solo all’infelicità.

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L'”angosciante possibilità di potere”

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KierkegaardNonostante il clima vacanziero, o forse proprio a causa di esso, mi ritrovo da un po’ di giorni a riflettere su di un tema a me caro, quello delle “scelte” che possiamo fare nel corso della nostra vita. Parecchi filosofi hanno affrontato questo tema nel corso della storia ma vorrei fermarmi a riflettere, oggi, sul pensiero di Kierkegaard. Secondo il filosofo danese la nostra vita è caratterizzata da una continua angoscia derivata proprio dalla libertà di scegliere che caratterizza l’esistenza umana; l’uomo è angosciato, si potrebbe dire, “dalla possibilità di potere”. Lasciando da parte l’origine di tale angoscia, che il filosofo ritrova nel divieto imposto da Dio ad Adamo di mangiare i frutti dall’albero della conoscenza, chi può negare che la vita umana sia davvero caratterizzata, per certi versi, da tale angoscia?

Se riflettiamo attentamente, ogni nostra azione è frutto di una più o meno scelta consapevole. Anche la più insignificante. Nel momento in cui compiamo un’azione, questa diventa irreversibile, con tutte le conseguenze del caso. La libertà, infatti, presuppone la possibilità di agire come meglio crediamo, all’interno di un sistema di valori precostituito con il quale ci troviamo a dover fare i conti. La nostra vita è indissolubilmente legata a quella degli altri e ogni nostra azione porta a necessarie conseguenze, nel breve o nel lungo periodo.

Tutto questo non vuol dire che dobbiamo vivere ogni nostra scelta in modo angosciante, ma che dobbiamo avere la consapevolezza che le scelte sono una nostra responsabilità da non demandare ad agenti esterni, sovrannaturali o terreni che siano.  Se poi dovesse esistere il destino, allora, tutto il discorso cadrebbe in un attimo, lasciando spazio solo al pensiero di una vita decisa a priori  nella quale non saremmo altro  che tristi marionette….

Il passaggio del tempo e i discorsi in spiaggia….

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???????????????????????????????????????Ormai consolidato il fatto che il passaggio del tempo è uno dei miei temi preferiti, l’altro pomeriggio, al mare, ho ascoltato una parte di un discorso di una signora con una sua amica il cui fulcro era proprio lo scorrere del tempo…l’occasione era il compleanno della signora A, che compiva 40 anni mentre un certo ragazzo X, a quanto riportato dalla signora B, ne compiva solo 19; questo dato ha fatto si che la signora A esclamasse la solita “formuletta”: “Ah, quanto vorrei tornare indietro…vorrei proprio far cambio, io 19 e lui 40″….tutto qui, il discorso da me sentito…poi sono sprofondato nella mia musica grazie agli onnipresenti auricolari.

Ora, il discorso è senz’altro banale, ma a chi non è mai capitato di ascoltarlo o di pronunciarlo, seppur con alcune ovvie varianti? Qual è la ragione di un siffatto ragionamento? Non si è contenti della vita attuale e si vuole tornare a quella precedente, come se in quella passata i problemi fossero inesistenti? A mio avviso molti di noi, guardando al proprio passato, lo “colorano” in modo positivo, come fosse una vera e propria “età dell’oro”, senza ricordare come i vari problemi fossero pesanti nel momento in cui si dovevano affrontare. Non metto in dubbio che il passaggio degli anni porti con sé anche un aumento di responsabilità e di preoccupazioni  ma per quanto mi riguarda NON vorrei tornare indietro….a parte il fatto che, ovviamente, è impossibile, ma non cambierei il mio “io di oggi” con quello di ieri…la vita è un percorso in cui ogni tappa è assolutamente necessaria per il nostro sviluppo….quello che si è fatto, quello che non si è fatto, esperienze, non-esperienze concorrono a formare il nostro io attuale che è sempre in crescita (se lo vogliamo).

Tornare indietro per “divertirsi di più”? Perché si ha paura delle rughe? Meglio vivere l’attuale guardando al passato per trarne utili suggerimenti per il futuro cercando sempre di essere contenti di ciò che si è, questa è la giusta via, secondo me.

Giordano Bruno e il dio degli Egiziani, all’insegna della tolleranza religiosa.

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329px-Giordano_Bruno_Campo_dei_Fiori…Ma non manca per questo, che quelli non intendessero una essere la divinità che si trova in tutte le cose, la quale, come in modi innumerabili si diffonde e communica, cossì ave nomi innumerabili, e per vie innumerabili, con raggioni proprie ed appropriate a ciascuno, si ricerca, mentre con riti innumerabili si onora e cole, perché innumerabili geni di grazia cercano impetrar da quella….”

Giordano Bruno, Spaccio della bestia trionfante