stoicismo

Seneca, l’arte di vivere felici

Postato il Aggiornato il

220px-Seneca Il De vita beata di Seneca è un’opera che consiglio a tutti poiché densa di utili spunti per la vita quotidiana di ogni uomo. L’opera illustra chiaramente i principi della morale stoica e, soprattutto, la personale reinterpretazione del filosofo di Cordova dei capisaldi di tale scuola filosofica.

Il fine della vita è posto, semplicemente, nel raggiungimento della felicità…“tutti aspiriamo alla felicità, ma, quanto a conoscerne la via, brancoliamo come nelle tenebre”. Non è facile comprendere quale sia la strada da intraprendere per arrivare alla felicità, ma per poterla percorrere bisogna, innanzitutto, “avere ben chiaro quel che vogliamo”. La meditazione personale, quindi, è la prima tappa da prendere in considerazione  per poter giungere alla felicità; Seneca esclude a priori la possibilità di raggiungere la felicità seguendo l’opinione dei più, l’opinione della massa: “sono gli esempi degli altri che ci guastano: solo se sapremo tenerci lontani dalla moltitudine potremo salvarci”. 

Ma non dobbiamo pensare che il modello di vita stoico debba essere votato all’ascetismo bensì alla quieta accettazione della vita che si prospetta nel corso della nostra esistenza terrena. Accettazione vuol dire prepararsi alle possibilità che ci attendono nel futuro in modo da essere pronti a qualsiasi evento, positivo o negativo che sia.  Non vuol dire privarsi di un certo benessere ma nel saper dominare il mondo degli oggetti senza esserne dominati; alle critiche che la società poneva nei confronti dello sfarzoso stile di vita del filosofo, Seneca risponde che “il sapiente […] tiene le ricchezze presso di sé come sue schiave, lo stolto, invece, come sue padrone”.

Insomma, una miniera di perle di saggezza, di ideali da perseguire, non necessariamente raggiungibili ma da porre come fari nelle tenebre, mete da tenere salde; a proposito, Seneca ricorda che “il coltivare salutari inclinazioni è di per sé lodevole, indipendentemente dai risultati che si possono conseguire”. 

Anche con la lettura di questa splendida opera, come spesso accade leggendo le opere dei maestri del passato, si può sperimentare, con grande profondità, un confronto con un uomo “antico” su temi molto “contemporanei”. Che cosa è la filosofia, infatti,  se non uno straordinario dialogo senza tempo con la mente dell’uomo?

 

Annunci

About time…sul tempo!

Postato il Aggiornato il

clocks
Il vortice del tempo – dal video di Time, dei Pink Floyd

And then one day you find ten years have got behind you, no one told you when to run, you missed the starting gun” così Roger Waters, nella splendida “Time” dei Pink Floyd ci ricorda come il tempo passi inesorabilmente senza farci rendere nemmeno conto del suo scorrere…quante volte abbiamo mancato quello “sparo di partenza” e quante volte lo mancheremo….il tempo è così, esso rimane sempre lo stesso mentre gli uomini passano….

Ma che cos’è il tempo? Agostino, nelle celebri “Confessioni“, rispondeva così: Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so”; dicendo questo il celebre vescovo di Ippona altro non faceva che sottolineare la forte soggettività che l’uomo vive di fronte al tempo; quante volte, infatti, ci rendiamo conto di come il tempo trascorra più o meno velocemente a seconda della situazione in cui ci troviamo? Certo,  grazie agli orologi noi possiamo misurare oggettivamente il tempo, dividendo il suo “passaggio” in ore, minuti, secondi….oggettivamente ogni minuto è uguale ad un altro…soggettivamente esso è molto diverso (proprio a questo proposito il celebre filosofo Bergson parlerà di “tempo spazializzato”, intendendo quello oggettivo e di tempo come “durata reale” intendendo il secondo, quello soggettivo).

Ma cosa sappiamo davvero sul tempo? La scienza odierna può davvero rispondere alle domande che l’uomo si pone 250px-Ouroborosda millenni? Il tempo scorre secondo una linea retta dalla Creazione verso il Giudizio Universale, come sostiene la tradizione cristiana? O scorre secondo un processo ciclico continuo, come ben raffigura l’Uroboro, il serpente che si mangia la coda? Le nostre azioni sono destinate ad essere valutate in vista di una vita “ulteriore” o come sostenevano gli Stoici tutti rinasceremo sempre allo stesso modo, dopo un’immensa “conflagrazione”, solo per  compiere per sempre le stesse azioni?

A ben pensarci, riprendendo e modificando leggermente la canzone dei Floyd, concludo dicendo che “The time is gone the POST is over, thought i’d something more to say”. 😉