olocausto

Shoah – Memoria di un vicino passato

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Intorno agli inizi dell’anno mille, il monaco Rodolfo il Glabro scriveva che l’Europa si stava ricoprendo di “un bianco manto di chiese”, riferendosi, con ogni probabilità, allo sviluppo dell’arte romanica nel Vecchio continente.

Se Rodolfo fosse vissuto negli anni ’40 del XX secolo, avrebbe notato qualcos’altro, soprattutto nel cielo. Non in tutto il cielo, no, ma su quello sovrastante alcuni luoghi avrebbe notato delle dense nuvole nere, con un  fumo che poteva coprire il sole. Avrebbe probabilmente detto che le tenebre del male stavano oscurando il creato e la metafora sarebbe stata quantomeno azzeccata!
Auschwitz, Birkenau, Mauthausen, Dachau, Bergen-Belsen…sul cielo di  alcune di queste oscure località il fumo generato dalla combustione di migliaia di cadaveri poteva anche nascondere il sole.

Migliaia, milioni di persone uccise per un odio insulso nei loro riguardi, eliminate dalla faccia dalla terra perché appartenenti ad un gruppo etnico considerato inferiore, malato, paragonabile ad un virus che avrebbe minato la salute della cosiddetta “razza ariana”.

Oggi, 27 gennaio 2014 si celebra, come ogni anno, l’apertura dei cancelli di Auschwitz, la liberazione, da parte dei sovietici, di uno dei campi più rappresentativi dello sterminio degli ebrei. Oggi, come ogni anno, abbiamo il compito di ricordare il paradosso storico che  abbiamo alle nostre spalle, un momento di oscuramento della ragione che ha colpito migliaia di persone che si sono fatte contagiare da un odio spaventoso non solo verso gli ebrei, ma anche contro altre “minoranze” come omosessuali, dissidenti politici, diversamente abili, dissidenti politici, zingari…..

Nel ricordare l’Olocausto, ricordiamo anche che il dovere della Storia è quello di tramandare il passato alle nuove generazioni per permettere ai posteri di non ricadere negli stessi errori delle generazioni a loro precedenti. Tutto questo può sembrare quasi utopistico, se osserviamo i vari orrori che sono raccontati nei libri di storia, ma non per questo non dobbiamo smettere di ricordare. La memoria degli eventi passati è l’unica arma contro l’assurdo negazionismo che sta imperversando in questi tempi, specie tra le generazioni più giovani che sono spinte a “non credere” perché resi disincantati e scettici da un mondo politico sempre più denso di sporcizia, ipocrisia, falsità.

Bisogna far conoscere la Storia, farla amare. Solo attraverso il ricordo e i buoni esempi possiamo sradicare l’odio che è, forse, nascosto in ogni uomo.

 

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Ricordiamo…

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auschwitzOggi, 27 gennaio, si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, effettuata nel 1945 dalle truppe sovietiche verso la fine della Seconda guerra mondiale. Ricordare questo evento vuol dire riflettere sul senso della storia e sugli eventi più orrendi che hanno caratterizzato, e continuano a caratterizzare, il passaggio dell’uomo sulla terra. Senza togliere nessuna specificità ai massacri perpetuati dai nazisti, buchi neri infiniti nella coscienza dell’uomo, cogliamo l’occasione per ricordare che la storia è caratterizzata da innumerevoli ingiusti eccidi e che solo la conoscenza di tali eventi può metterci in guardia nei confronti del domani. Sapendo già in partenza di dimenticare importantissimi eventi di tal genere, propongo comunque un breve elenco di eventi dei quali dovremmo serbare memoria: mi vengono in mente il massacro di 4500 Sassoni perpetuato da Carlo Magno per cristianizzare le popolazioni germaniche; gli eccidi portati avanti dai conquistadores in America ai danni delle popolazioni autoctone; la morte di Giordano Bruno sul rogo in Campo dei Fiori a Roma e di tutti quegli eretici bruciati per aver sostenuto le loro idee; il massacro, da parte dell’Impero Ottomano, di 1500000 armeni, negli anni della Grande Guerra; i morti nei gulag sovietici; gli eccidi nei Balcani negli anni Novanta…..

Ricordiamo Auschwitz e nel ricordarlo non citiamo solo gli ebrei ma anche gli zingari, gli omossessuali, i dissidenti politici, i diversamente abili, e tutte quelle minoranze finite negli orrendi forni crematori. Ricordiamo, per far si che la storia non debba necessariamente ripetersi in questi malvagi e assurdi massacri.

Ricordiamo il passato per sperare nel futuro, attraverso l’attenzione sul presente.