La “Buona scuola” e le scuole paritarie

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Ci stiamo sempre più avvicinando alle fasi finali del progetto “Buona scuola”, con le imminenti operazioni di trasferimento descritte nella tanto discussa legge 107/2015. Il progetto del governo, come è ormai risaputo, ha portato all’assunzione di numerosi insegnanti che da tempo “ristagnavano” nelle Graduatorie ad esaurimento (GAE) e che nel corso degli anni hanno lavorato con più o meno continuità anche grazie, come il sottoscritto, attraverso contratti di lavoro con Istituti paritari.

Ora, il complesso sistema di reclutamento degli insegnanti ha sempre previsto l’assegnazione di 12 punti annui al servizio prestato sia presso scuole statali, sia presso scuole paritarie. Non un punto in meno, non uno in più….Il punteggio così costituito è stato la base per le nomine in ruolo previste dalla legge 107 (che da questo punto di vista non pone differenze fra stato e privato). I nodi cominciano a venire al pettine solo con la mobilità che, per la prima volta nella storia della scuola italiana, che io sappia, diventa obbligatoria e coatta. E sì, perché adesso il calcolo del punteggio, valido ai fini dei trasferimenti, non tiene più in considerazione, nemmeno in parte, il punteggio prestato presso le scuole secondarie private. La cosa non ha assolutamente senso.

Mi hanno detto che il servizio non può essere considerato perché lo può essere solo quello che serve alla “ricostruzione di carriera”. Ma cosa vuol dire? Ho capito che lo Stato non vuole pagare gli “scatti di anzianità” dovuti in base agli anni prestati, in quanto chi ha lavorato nella paritaria è stato retribuito dalle private. Ma cosa c’entra tutto questo con la valutazione del servizio?  Come si può essere considerati con 0 punti di servizio, dopo 10 e passa anni prestati in una scuola che nel corso degli anni ha fatto mettere i punti nelle GAE e che ha “sfornato” diplomati in tutto e per tutto uguali ai diplomati nello Stato? E, ancora, come si possono non attribuire punti ai percorsi SSIS? Perché i sindacati non intervengono in quello che io vedo un vero e proprio “vuoto normativo”?

Mi si dirà anche che il servizio nelle paritarie non è mai stato contato per i trasferimenti…ma io rispondo a tale domanda con la semplice constatazione che, ad oggi, ogni assunto da GAE ha SEMPRE avuto la sicurezza di lavorare nella provincia di assunzione. Ora, invece, siamo stati assunti con un grosso punteggio che ci ha permesso di restare nella città espressa nella prima preferenza del piano di assunzioni straordinario e ci apprestiamo a doverci muovere in tutta Italia, perché quel punteggio non lo abbiamo più.

Sono indignato da questo sistema perverso.

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