Genova, tesori nascosti #2: il Volto Santo in San Bartolomeo degli Armeni

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Il Sacro Volto di Gesù
Il Sacro Volto di Gesù

Rieccomi a scrivere della mia città, Genova, e dei suoi innumerevoli tesori nascosti. Oggi voglio parlare di una delle reliquie più straordinarie presenti nel capoluogo ligure, il “Sacro Volto” di Gesù, per secoli considerato l’immagine del vero volto di Cristo. Oggi, dopo molti studi, è ormai certo che trattasi di opera umana, un dipinto su tavola, ma la leggenda relativa alla  sua realizzazione è quantomeno interessante come anche le varie vicissitudini che la reliquia ha subito nel corso della storia.

Il campanile della chiesa di San Bartolomeo degli Armeni
Il campanile della chiesa di San Bartolomeo degli Armeni

Secondo la leggenda re Abgar di Edessa, molto malato, dopo essere venuto a conoscenza dei molti miracoli effettuati da Gesù decise di inviare al Salvatore un messaggero, Anania,  per invitare Gesù alla sua corte. Gesù, impossibilitato ad effettuare il lungo viaggio, decise di inviare al re un panno sul quale aveva impresso il suo volto. Il panno, ovviamente, cominciò subito a compiere miracoli e divenne una delle reliquie più preziose per la cristianità. Giunse dapprima a Costantinopoli nel corso del X secolo d. C. per poi arrivare a Genova per mano dei crociati che, nel 1204, portarono alla prima caduta della capitale dell’impero bizantino.

Oggi la preziosa reliquia si trova nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, interessantissimo luogo di culto posto nelle colline di

Genova, nella zona della circonvallazione a monte, vicino a piazza Manin; se dall’esterno l’edificio non tradisce la presenza di una chiesa, basta guardare un po’ meglio per vedere come ancora sia presente un interessantissimo campanile di origine medievale. All’interno, oltre al Mandylion, si possono vedere molte antiche lapidi in alcune delle quali è anche riprodotta la sacra immagine.

Come al solito, l’ennesima perla presente a Genova e sconosciuta ai più…

Lapide del 1468, preghiera davanti al Santo Volto
Lapide del 1468, preghiera davanti al Santo Volto

 

4 pensieri riguardo “Genova, tesori nascosti #2: il Volto Santo in San Bartolomeo degli Armeni

    Nicoletta De Matthaeis ha detto:
    7 aprile 2013 alle 15:41

    L’immagine di Genova è una delle due copie fatte dopo il ritrovamento dell’originale, nel VI secolo ad Edessa, ossia il Mandylion (dall’arabo, telo) o immagine di Edessa o di Agbar. Nel X secolo fu portata a Costantinopoli dai bizantini. Una copia fu donata dall’imperatore Gioanni VI Paelologo a Leonardo Montaldo, legato del doge di Genova e fu custodita nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, dove tutt’ora si trova, e che per un certo tempo fu considerata l’originale. L’altra copia fu inviata a Roma e fu inizialmente custodita a San Silvestro in Capite e poi fu fatta trasferire da Pio IX nella cappella privata dei papi in Vaticano, la Cappella Matilde. Quanto all’originale, il tema è controverso: il Vaticano dice che è quello conservato nella basilica di San Pietro (il velo della Veronica), altri dicono che quello autentico è il sacro volto di Manoppello (in Abruzzo).

    gianginne ha risposto:
    7 aprile 2013 alle 18:25

    Grazie per le preziose delucidazioni! Ma il velo della Veronica viene associato al velo inviato a re Abgar? Non dovrebbero essere due immagini “realizzate” in tempi e situazioni diverse?

    Nicoletta De Matthaeis ha detto:
    8 aprile 2013 alle 16:04

    Questa è una delle reliquie più misteriose che esistono. Il nome Veronica, non si sa se deriva da Vera Eicon (ossia vera immagine) o dalla distorsione del nome Bernike o Berenice cheè la donna che, secondo gli apocrifi, fu ad asciugare il volto di Cristo con il suo velo sul cammino del Calvario su cui rimase impressa l’immagine. Questa donna era anche stata identiicata con l’emorroissa miracolata da Cristo. Anteriormente a Cesarea di Filippo vi era una sua scultura davanti alla sia abitazione. Da quel momento in poi si sovrappongono molte leggende e tradizioni. Una di queste leggende è quella del re Agbar. Sta di fatto che un’immagine fu trovata ad Edessa nel Vi secolo della quale scomparse l’originale (?). Poi un’altra immagine con il volto di Cristo venne ritrovata a Camulia, non lontano da Edessa, che l’avrebbe rinvenuta una donna in un pozzo e successivamente portata a Cesarea. Quindi c’è una bella confusione. La stessa immagine??? Si crede che quella del Vaticano (che gli abbruzzesi di Manoppello dicono che è falsa e che invece quella originale è la loro per una serie di circostanze che adesso sarebbe troppo lungo da spiegare) sarebbe il volto di Camulia, ma non è sicuro. L’immagine del Vaticano non è stato possibile analizzarla perché non hanno dato mai il permesso ed è stata vista da vicino solo da pochissime persone. Quindi sono tutte speculazioni. Copie ce ne sono molte in Europa. Scusa la confusione.

      gianginne ha risposto:
      8 aprile 2013 alle 19:52

      Davvero interessantissimo….sarebbe davvero molto bello poter osservare da vicino l’immagine del Vaticano!!!!

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